giovedì 23 ottobre 2014

Dylan Dog # 337 - Downgrade dallo Spazio Profondo





Dylan Dog. Chi non lo conosce?
Personaggio di bandiera della Sergio Bonelli Editore (assieme ovviamente a Tex e Zagor, tra gli altri), viene creato da Tiziano Sclavi e pubblicato nel 1986.
Negli anni è divenuto un'icona pop e si è radicato nella cultura italiana.

Ma siamo sicuri che quello degli ultimi anni sia ancora lo stesso ideato dal Maestro Sclavi?

A quasi trent'anni dalla sua creazione è questa la domanda che si sono posti i vertici Bonelli e Roberto Recchioni, l'attuale curatore della testata.
La risposta è stata, inevitabilmente, NO !

Dylan originariamente era un personaggio dinamico, in grado di rappresentare i tempi. Ma il tempo va avanti e lui, dopo i primi passi da gigante, rallenta...fino a fermarsi.
Il risultato è una sempre più evidente incapacità di intercettare i pensieri dei lettori, nonché una lenta e dolorosa caduta nella mediocrità.
È questo il panorama che abbiamo ammirato negli ultimi anni. Sempre più amanti del personaggio abbandonano il loro eroe. Le vendite calano e la qualità di conseguenza.

Per questo motivo dal #325 della testata si è cominciato a correggere il tiro, smussando ciò che era disponibile in magazzino e cominciando a guardare lontano, verso il futuro, verso . . . lo Spazio Profondo.

E quindi eccoci qui, al #337, scritto da Recchioni a un anno dall'inizio della sua guida.
Abbiamo quest'albo con questo enigmatico titolo e ci chiediamo se lo "spazio profondo" rappresenti qualcosa di più della semplice ambientazione.
Tutta la storia è un richiamo meta-narrativo. Ogni sviluppo della trama rappresenta un aspetto della situazione attuale in cui versa la testata.

Anno 2427. La Londra di Dylan è ormai lontana e l'Impero di Albione ha conquistato lo spazio.
Nonostante ciò ci sono cose che gli umani comuni non possono capire. Cose che necessitano di un quinto senso e mezzo per essere comprese.
Nella fattispecie: spettri dello spazio!
L'Impero è stato quindi costretto a creare organismi sintetici con il costrutto mnemonico dell'indagatore dell'incubo del XXI secolo, nel tentativo di creare in provetta qualcuno in grado di far fronte all'inquietante problema.
Il vascello da trasporto UK-Thatcher è infestato da presenze ectoplasmatiche e tutti i tentativi di recupero della nave sono falliti. Ecco che si rende necessario destare l'ennesimo Dylan Dog sintetico.
Questo, al suo risveglio, apprende di far parte di una squadra di copie di Dylan ma di essere anche l'unico davvero identico all'originale. Gli altri quattro sono stati modificati per incarnarne ognuno un aspetto della personalità, così da avere un Dylan diverso per ogni situazione.
Il gruppo parte per la missione e giunti sul relitto iniziano i problemi.
Gli spettri si sono impossessati dei corpi dei detenuti dei quali la nave era la prigione, trasformandoli in mostri orripilanti.
Le diverse versioni di Dylan devono approfondire la conoscenza tra loro e di loro stessi per far fronte alla minaccia (con scarsi risultati in realtà).
La storia si conclude con un risvolto intrigante atto a contestualizzare questo albo, che dalla continuity si discosta apertamente.
Non è stato creato per far avanzare la serie regolare di Dylan Dog, ma per far riflettere il lettore. Fargli capire che tutto può succedere e che nulla (o quasi) è prevedibile.
Come dicevo, è tutto un gioco di citazioni e rimandi alla situazione della testata stessa.
I lettori sono i prigionieri della UK-Thatcher (la testata), alla deriva in questo spazio profondo che è il panorama italiano, e urge una missione di recupero per non perderli.
Dylan non deve reinventarsi in nuove forme (i vari cloni) ma essere riportato a quella originale, senza variazioni. È l'unico che può avere successo.
Deve tornare a rappresentare una generazione.


Quindi...
Quest'albo non mi ha entusiasmato. Non sono un amante di questo genere di ambientazioni fantascientifiche perciò partiamo male.
Inoltre una cosa che non amo di Dylan Dog, nonostante sia sempre stato un elemento ricorrente, è la necessità di cadere nel trash facendo apparire schifosi mostri tentacolati. Preferisco quando l'emozione suscitata è l'inquietudine piuttosto che la paura (dubbia, tra l'altro).
La storia se presa come tale non è troppo incisiva, ma se si scava più a fondo e si colgono i rimandi meta-narrativi, essa può toccare maggiormente chi ama il personaggio e ha assistito alla sua caduta.
A differenza di quello che dissi per Ringo, in questo caso l'aspetto meta-fumettistico è più sottile e meno urlato, complice anche il fatto che i riferimenti sono circoscritti alla testata e non alla situazione generale del Paese.

I disegni, affidati a Nicola Mari, posso far storcere il naso. Effettivamente le anatomie non sono sempre rispettate e comprendo che qualcuno abbia da ridire.
Ma lui disegna così! E preferisco un disegnatore che mette del suo, che esprime turbamento solo col tratto, piuttosto che il preciso anatomista che fa il compitino ma comunica poco. Perché alla fine questo è la narrazione: comunicazione.
E Mari mi ha comunicato perfettamente l'angoscia del mondo rappresentato.

La copertina, invece è prodotta dalle mani fatate dello storico Angelo Stano.
Non una delle mie preferite, ma veicola bene il concetto espresso all'interno.


Aspetto con ansia il prossimo numero, vero inizio della rivoluzione, col quale dovremo piangere salutando l'ispettore Bloch.


Come per Ringo e Adam Wild vi comunico che anche per il nuovo corso di Dylan Dog è stata prodotta una copertina variant (in esclusiva a Lucca Comics & Games 2014). Prestazione stratosferica di Gipi!



P.S. Per l'ultima volta vi ricordo che se volete saperne di più su questa nuova vita di Dylan potete ascoltare le voci degli addetti ai lavori guardando la conferenza stampa tenutasi alcune settimane fa:





sabato 18 ottobre 2014

Ringo - l'Orfano trova una famiglia...forse!



Finalmente è arrivato! Ringo è giunto in edicola!


Sèguito del fortunato Orfani della Sergio Bonelli Editore, narra le avventure dell'unico sopravvissuto: Ringo, appunto.
Uscito vincitore dallo scontro con Boyscout, Pistolero decise di imporre la sua ideologia rivoluzionaria fondando una milizia ribelle al Governo Straordinario di Crisi retto dalla Presidentessa Jsana Juric.
Qui avevamo lasciato l'ex Orfano al termine del dodicesimo e ultimo albo della prima stagione.
Col numero uno di "Ringo" inizia la seconda, prefissandosi di essere una serie "più bonelliana", focalizzata su un singolo eroe e dallo stile narrativo più ordinario.


giovedì 9 ottobre 2014

Adam Wild. Nemico dei negrieri !




Ed eccomi qui a parlare della nuova creatura di casa Bonelli.
Bonelli che in questo periodo sta rivoluzionando pesantemente le sue strategie di marketing e produzione, puntando su uno svecchiamento che i fan richiedono ormai da eoni. 
Mauro Marcheselli (Direttore Editoriale della Sergio Bonelli editore) &Co. non vogliono però calcare troppo la mano e decidono di proporre un nuovo personaggio di vecchio stampo. Un eroe classico e Avventuroso (con la A maiuscola) come siamo stati abituati con Tex, Mister No, ecc.

E rieccoci!


E rieccoci, appunto.
Dopo quattro mesi di inattività torno a proporre qualcosa su questo povero blog, popolato ormai solo da balle di fieno rotolanti.
Mi scuso coi milioni di lettori (che si nascondono molto bene!) rimasti delusi da questa assenza ma per motivi lavorativi è stata inevitabile.
Ma ora si torna a produrre e si riparte alle grande.

Non credo che riprenderò da dove avevo lasciato. Alcune serie di cui scrivevo non le seguo più e, in generale, i miei gusti sono cambiati parecchio in poco tempo. I comics americani non mi suscitano più molto interesse e sto cercando di ridurne l'acquisto in favore dei fumetti nostrani e di alcune opere storiche francesi.
Non dico che non parlerò più di comics. Magari qualche testata continuerò a recensirla ma prenderò tutto molto più alla larga per poter garantire una certa regolarità.
Vedremo...

Intanto evito di fare promesse a lungo termine che poi non riesco a mantenere come feci in passato.

In generale discuterò delle opere che mi hanno colpito recentemente e che mi colpiranno in futuro.
Si parte sicuramente con Adam Wild, il nuovo nato di casa Bonelli, perciò chi fosse interessato si sintonizzi su questo canale nei prossimi (molto prossimi!) giorni.

Mi raccomando continuate a leggere!

A presto...

venerdì 23 maggio 2014

X-Men: Days Of Future Past - Mutanti a spasso nel tempo!




X-Men e viaggi nel tempo.
Già l'idea mette confusione a chi non conosce la versione cartacea dei mutanti di casa Marvel.
Negli anni, infatti, noi lettori di fumetti siamo stati abituati ad aspettarci numerose capriole temporali da parte dei nostri cari X-Men. Per rimanere in tempi recenti possiamo citare il ciclo di storie di Brian Michael Bendis, in cui Bestia porta nel presente la primissima formazione degli X-Men (e no, Wolverine non c'era!).
Rimanendo in tempi più remoti citiamo ovviamente Giorni di un futuro passato del 1981, storia di Chris Claremont (colui che è stato in grado di rilanciare la serie mutante in un periodo di crisi, inserendo molti dei personaggi che ora diamo per scontati. Sì, stavolta parlo di Wolverine!) per i disegni di Jhon Byrne.

Come si può intuire proprio da questa è stato tratto (più o meno) il film X-Men: Days Of Future Past,  prodotto dalla 20th Century Fox e diretto da Bryan Singer (già regista dei primi due film della serie).



giovedì 15 maggio 2014

Occhio di Falco #8 - il ritorno di David Aja! (che mica se n'era andato...)



Ora ho capito!
Nella recensione del numero sette di Occhio di Falco mi ero lamentato della mancanza del nome di David Aja in copertina (e di come Pulido ne abbia fatto le veci!). Ora capisco il perché di questa assenza.
A quanto pare Aja ha disegnato solo le storie che vedono Clint Burton protagonista, lasciando ad altri disegnatori quelle in cui Matt Fraction si focalizza sulle avventure californiane di Kate Bishop.
Ecco perché nel numero otto (che come di consueto contiene due albi americani) troviamo sia Aja che Annie Wu, impegnata nella seconda storia della giovane "spalla" di Hawkeye.
Il tutto condito dai sempre funzionali colori di Matt Hollingsworth (che per il ruolo che svolgono su questa testata meriterebbero la nomina in copertina).

Ma andiamo per ordine...


Cronologicamente torniamo a prima della partenza di Kate. È ancora con Clint assieme al cane Lucky.